Flott Spa: 18 Luglio Giornata dell’Acciuga voce importante del fatturato

Secondo un interessante “Calendario del Cibo italiano” il 18 Luglio è la Giornata nazionale dell’acciuga. Per noi che affondiamo le radici nella “salagione” dell’acciuga per conservarla, avere scelto il mese di luglio per festeggiare l’acciuga è un fatto importante.

Andate a leggere “I Malavoglia” di Giovanni Verga, uno dei libri più conosciuti dove, in alcune pagine, sono descritte molte fasi della “salagione delle Acciughe” per avere una risposta. O meglio ancora ricordare il proverbio “Chi sala le acciughe in Aprile, perde sale, acciughe e barile”  che vuol dirci di fare molta attenzione nel periodo in cui si conservano le acciughe sotto sale. La tradizione vuole come mese ad hoc per la salagione, luglio, cosi da iniziare a mangiarle (ma anche venderle) per Ognissanti (inizio novembre).

Non di meno,  il 18 Luglio, per noi, è la Giornata dell’Acciuga e vogliamo festeggiarla, ricordano soprattutto la leggenda che racconta di come le acciughe, che erano delle “stelle piccine piccine, ma luminosissime, forse le stelle più luminose di tutto l’universo celeste”  e si chiamavano Engrauline. Avevano un piccolo difetto però, erano molto vanesie ed ogni notte, dall’alto del cielo, si specchiavano sull’acqua del mare, e nella volta infinita echeggiavano incessantemente le loro vocette:

<<“Guardate la nostra luce,” dicevano superbe alle Pleiadi,  “guardate com’è intensa, chiara, sembra argento puro…“; “Guardate i nostri riflessi,” dicevano tronfie alla Via Lattea, “guardate come palpitano vivi sulla nera acqua del mare…“; “Guardate gli umani,” dicevano altere ai Pianeti, “guardate come ci ammirano con la testa volta all’insù…“>>.

Avevano raggiunto un livello di convinzione della propria bellezza tale da attaccare continuamente anche la Luna. <<Ma il Buon Dio, vedendo la pace del suo Regno rischiare di naufragare in un mare di lacrime, perse – e fu una delle rarissime volte – la pazienza.  Si recò dalle Engrauline e, guardandole severamente, tuonò: <<“Ho ascoltato per anni di notte le vostre superbie; ho ascoltato per anni di giorno le vostre lamentele, e sono sempre stato paziente. Tutte le cose che ho creato sono perfette; voi no, perché siete troppo vanitose, credendovi le più belle creature del cielo. Site troppo lamentose, e non capite invece che la vostra vita è sublime; qui in cielo non fate nulla, non vi stancate, non vi affannate, non soffrite la fame e la paura. Inoltre parlate sempre e troppo e oggi, con le vostre vane e crudeli parole, siete riuscite persino a far piangere la Luna, ottima, dolce utile creatura che governa le maree, le nascite, il pane e il vino. Ora basta, ho deciso: vi toglierò da qui e vi manderò in quel mare che tanto vi piace usare come specchio. Con un gesto imperioso della mano, il Buon Dio strappò dalla volta celeste le Engrauline e le gettò in mare.>>.

Fu cosi che il giorno dopo i pescatori iniziarono a riempirne le reti ed il giorno dopo, dopo, dopo,  noi della Flott SpA, iniziammo a riempirne barattoli di filetti di acciughe prima conservate in sale e poi in olio. Oggi il fatturato della Flott SpA ringrazia il Buon Dio di avere trasformato quelle stelle in Acciughe anche se, probabilmente, il nostro destino ci avrebbe portato a realizzare barattoli di “Filetti di Stelle“.

Sul fatto che spesso la domanda più comune è, “ma le Acciughe e le Alici sono la stessa cosa?” oggi vi rispondiamo si e dopo ne scriveremo più approfonditamente.

[tutto il virgolettato è preso da “L’Alice delle Meraviglie – La Leggenda delle Acciughe” di Mitì Vigliero Lami.

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